Donazioni immobiliari: l’impatto della riforma sul mercato immobiliare

Negli ultimi anni, uno dei principali ostacoli alla circolazione degli immobili in Italia è stato rappresentato dalla complessità legata alle donazioni.

Un tema spesso percepito come tecnico, ma che nella pratica ha avuto un impatto diretto sul mercato: immobili difficili da vendere, trattative bloccate, accesso al credito limitato e un generale clima di incertezza per acquirenti e operatori.

Oggi, con la riforma in materia di donazioni, questo scenario è destinato a cambiare.

UN MERCATO FRENATO DA VINCOLI GIURIDICI E INCERTEZZE OPERATIVE SUGLI IMMOBILI DONATI

Tradizionalmente, gli immobili provenienti da donazione sono stati considerati più “rischiosi” rispetto a quelli acquistati tramite compravendita.

Il motivo principale è legato ai diritti degli eredi legittimari (come figli o coniuge), che possono contestare la donazione qualora ritengano lesa la propria quota di eredità. Questa possibilità poteva generare effetti anche molti anni dopo l’acquisto, creando incertezza per chi comprava e per le banche che dovevano concedere un mutuo.

Le conseguenze sul mercato erano evidenti:

  • difficoltà nell’ottenere mutui su immobili donati
  • riduzione della platea di potenziali acquirenti
  • allungamento dei tempi di vendita
  • svalutazione percepita degli immobili

In molti casi, la soluzione più utilizzata è stata la stipula di polizze assicurative o atti integrativi, strumenti che però non hanno mai eliminato completamente l’incertezza.

COSA CAMBIA CON LA RIFORMA: IMMOBILI DI NUOVO IN CIRCOLO SUL MERCATO

L’obiettivo della recente riforma è quello di ridurre il rischio giuridico legato alle donazioni e semplificare le compravendite.

Con l’entrata in vigore della nuova normativa, l’immobile acquistato da un terzo non può più essere oggetto di azioni di restituzione da parte degli eredi legittimari.

Questo significa che chi acquista un immobile ricevuto tramite donazione può farlo con una maggiore certezza giuridica, senza il rischio che, in futuro, l’immobile debba essere restituito a seguito di contestazioni ereditarie. Resta invece la possibilità di agire nei confronti del donatario (cioè di chi ha ricevuto l’immobile in donazione) attraverso un diritto di credito, qualora venga lesa la quota di eredità.

Questa distinzione rappresenta un punto di equilibrio rilevante: da un lato, viene garantita la tutela degli eredi; dall’altro, si rafforza in modo significativo la sicurezza delle compravendite immobiliari.

In sintesi, la riforma elimina uno dei principali elementi di incertezza che negli anni ha limitato la circolazione di questi immobili, contribuendo a rendere il mercato più fluido ed efficiente.

Il risultato atteso è significativo: un numero potenzialmente elevato di immobili oggi “fermi” potrebbe tornare sul mercato, ampliando l’offerta e facilitando le transazioni.

GLI EFFETTI SUL MERCATO IMMOBILIARE: PIÙ OFFERTA, PIÙ COMPETIZIONE

Uno degli effetti più rilevanti riguarda la possibilità di rimettere in circolo in modo più competitivo un numero significativo di immobili oggi poco movimentati.

Questo può generare:

  • più facilità di accesso al credito per gli acquirenti
  • un ampliamento dell’offerta disponibile
  • maggiore fluidità e riduzione dei tempi di compravendita
  • valorizzazione di immobili finora penalizzati

In particolare, la riforma potrebbe incidere in modo rilevante nei contesti urbani e nelle aree ad alta densità abitativa, dove la presenza di immobili provenienti da donazione è più diffusa. Si tratta di un potenziale aumento dell’offerta che potrebbe contribuire a riequilibrare alcune dinamiche del mercato, soprattutto nelle fasce intermedie.

Allo stesso tempo, l’ingresso di nuovi immobili sul mercato potrebbe aumentare il livello di competizione, rendendo ancora più centrali fattori come qualità dell’immobile, localizzazione e corretto posizionamento di prezzo.

La riforma sulle donazioni rappresenta un intervento strutturale su uno dei nodi storici del mercato immobiliare italiano. In un contesto in cui la domanda resta selettiva e attenta, la possibilità di ampliare l’offerta e semplificare le operazioni può avere un impatto significativo sull’evoluzione del mercato nei prossimi anni.

Fonte Frimm Spa